Le cause e la percezione dello stress lavoro-correlato

Di seguito, i dati emersi dall’indagine e dal sondaggio svolto dall’ Agenzia Europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (OSHA) in materia di STRESS LAVORO-CORRELATO.

Cos’è lo stress?

Lo stress è LA REAZIONE DELLA NOSTRA MENTE E DEL NOSTRO CORPO A UNA SITUAZIONE DESTABILIZZANTE

Può causare sovraaticamento, ansia, depressione e sintomi come ipertensione, insonnia, problemi di stomaco e mal di schiena.

Le cause DELLO STRESS LAVORO-CORRELATO

  • ECCESSIVO CARICO DI LAVORO
    e/o tempo insufficiente per  le mansioni
  • RICHIESTE CONTRASTANTI
    e assenza di chiarezza sui ruoli
  • DISCREPANZA TRA LE ESIGENZE
    del lavoro e le competenze richieste
  • MANCANZA DI COINVOLGIMENTO
    nel processo decisionale
  • …

I LAVORATORI attribuiscono lo stress a:

  • 59% comportamenti inaccettabili quali molestie e violenza
  • 66% eccessivo carico di lavoro
  • 72% riorganizzazione del lavoro o precarietà
  • 50% dice che lo stress non è ben gestito sul proprio posto di lavoro

COME VIENE gestito LO STRESS DALLE AZIENDE E DAI DIRIGENTI EUROPEI?

  • 79% si preoccupa
  • meno del 30% dispone di procedure
  • 40%-50% (luoghi di lavoro di grandi dimensioni) applica misure
  • 20%-30% (luoghi di lavoro di minori dimensioni) applica misure

INFOGRAFICA OSHA – Agenzia Europea per la salute e la sicurezza sul lavoro

Fonte: osha.europa.eu

Medicina del lavoro esami di laboratorio

Esami di laboratorio nella Medicina del Lavoro

Medicina del lavoro esami di laboratorio

Gli esami di laboratorio, in ambito di Medicina del Lavoro, rientrano nel protocollo sanitario stilato dal Medico Competente, al fine di formulare il giudizio di idoneità alla mansione o, al contrario, prescrivere particolari limitazioni.

Mediante gli esami, il Medico del Lavoro può avere un quadro sufficiente per analizzare e rilevare scompensi dell’organismo, eventuali patologie, o l’assunzione di sostanze dannose. Inoltre, avendo a disposizione questi dati, esso potrà valutare nel tempo lo stato di salute del lavoratore, in riferimento alla tipologia di mansione svolta e quindi al luogo di lavoro ed alla eventuale esposizione ad agenti potenzialmente dannosi.

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Infortunio e malattie professionali: qual è la differenza?

L’infortunio e le malattie professionali sono situazioni molto differenti, anche se troppo spesso alcuni tendono a sovrapporle o, ancor peggio, utilizzarle come sinonimi. Niente di più sbagliato, in quanto l’infortunio e la malattia professionale si differenzia anche in relazione del “fattore tempo” con il quale esse potrebbero manifestarsi. Entrambe hanno in comune la possibile alterazione dello stato di salute del lavoratore, ciò che cambia è la modalità ed i tempi con il quale questa alterazione avviene. Andiamo più nel dettaglio.

Infortuni sul lavoro

L’infortunio sul lavoro è l’avvenimento che, purtroppo, anche i non addetti ai lavori sono più abituati a conoscere. Ogni giorno, infatti, il calendario segna casi di infortuni sul lavoro: i dati INAIL, riguardanti l’anno 2017, segnalano 635.433 denunce di infortuni sul lavoro, 1.029 delle quali con esito mortale (+1,1% rispetto al 2016).

L’infortunio sul lavoro riguarda il manifestarsi di un evento traumatico e repentino che coinvolge il lavoratore e la sua salute. In questa sfera di eventi, in Italia, rientrano anche gli infortuni in itinere, ovvero gli infortuni che avvengono nel tragitto da casa al lavoro e viceversa, o tra le diverse sedi lavorative: secondo le informazioni fornite dall’INAIL, l’ente responsabile che si cura di tutte le problematiche relative agli infortuni e le malattie professionali, i dati relativi agli infortuni in itinere, riguardanti il 2017, segnano un +2,8% rispetto all’anno 2016, registrando inoltre degli incrementi, pari al + 5,2%, delle morti avvenute in itinere ed una diminuzione dello 0,4% di quelle in occasione di lavoro.

I termini stabiliti, per il quale si può parlare di infortunio sul lavoro e relativa comunicazione all’INPS, è stabilito alla soglia del superamento dei 3 giorni di impossibilità di svolgere le proprie mansioni da parte del lavoratore.

Vai all’infografica INAIL

Malattia professionale

Per malattia professionale si intende, al contrario dell’infortunio, il manifestarsi di alterazioni dello stato di salute sviluppato nel corso degli anni di attività. Esistono, infatti, delle tabelle che catalogano ed indicano le malattie correlate alle diverse professionalità, al fine di prevenire e controllare lo stato di salute del lavoratore, con l’ausilio del medico competente. Tra le condizioni più frequenti che possono causare malattie professionali, solo per fare alcuni esempi, possiamo indicare quelle dovute al prolungarsi nel tempo di posizioni innaturali, il sollevamento di materiali pesanti, l’inspirazione di sostanze chimiche, la prolungata permanenza davanti ad uno schermo, l’utilizzo costante di strumenti di precisione o l’esposizione prolungata a raggi x in ambiente sanitario.

I dati INAIL, relativi al 2017, riguardanti le denunce di malattia professionale, segnalano una diminuzione che si attesta ai 58.129, 2.200 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 (-3,7%). L’agricoltura è il settore che segnala una maggiore diminuzione, seguita dal settore dell’industria e dei servizi. Resta però il dato allarmante delle malattie professioanli dovute a patologie osteo-muscolari e del tessuto connettivo, il 61% dei casi protocollati dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro.

Chi paga l’indennizzo per infortunio o malattia professionale

Il soggetto responsabile di erogare l’indennizzo ai lavoratori colpiti da infortunio, o affetti da malattie professionali è l’INAIL. Nei casi di infortunio, è utile ricordare che tale indennizzo scatta al superamento dei 3 giorni di infermità del lavoratore e che il grado di invalidità rappresenterà il fattore con cui si stabilirà l’indennizzo a cui il soggetto avrà diritto.

 

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